(ASCA) - Roma, 4 apr - In Italia sono 6 mila le cave attive e autorizzate; tra il '95 e il 2006 sono stati concessi permessi a costruire per 3,1 miliardi di metri cubi; e l'Italia produce ogni anno 601 chili di cemento pro capite, con 88 impianti, record in Europa. E' su queste cifre che si basa ''Le conseguenze del cemento'' in libreria per Altreconomia Edizioni, con una trama fatta di speculazioni, interessi, paesaggi deturpati da ruspe e colate. Il volume scaturisce da un'inchiesta durata tre anni, con decine di viaggi in tutta Italia e reportage che tracciano il quadro del saccheggio della bellezza del paesaggio italiano. E i costi sono tutti sulle spalle dei cittadini, di oggi e anche di domani, perche' i ''protagonisti'' devastano il territorio e chiamano ''sviluppo'' il proprio interesse. Un'inchiesta puntigliosa che spiega come funzionano le cave, vere e proprie ferite delle nostre montagne. E racconta ''l'intreccio di interessi fra le banche (che finanziano i progetti), i decisori pubblici (che li autorizzano), i costruttori e gli immobiliaristi (che li realizzano e li vendono).
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